La potenza della cornetta.

Ho il piacere di presentare ad Helicotrema le registrazioni audio di due scherzi telefonici realizzati da un ignoto autore trevigiano. Ignoto non è proprio il termine esatto, perché a questo autore misterioso è stata data un’identità dalle prime persone che hanno fatto circolare queste registrazioni, dapprima su compact disk e in seguito su internet e sul social network Facebook, dove a questo autore è stata dedicata una pagina. La diffusione di questo materiale audio è verosimilmente limitata alla sola regione veneta ed in particolare al territorio trevigiano, anche a causa del forte linguaggio dialettale impiegato durante gli scherzi. Osservando i commenti degli iscritti al gruppo di Facebook, notiamo infatti che questi ultimi hanno una grande dimestichezza con il dialetto trevigiano e non mancano di trascrivere le frasi più divertenti estrapolate dal corpus di scherzi realizzati e registrati dal così chiamato Nando da Treviso. Proprio a questo pseudonimo è stata attribuita la paternità di tali scherzi da parte della comunità di estimatori dell’autore trevigiano. I due scherzi che presento al Festival hanno come protagonista Zanusso Angelo, che è uno dei personaggi principali interpretati dal Nando nel suo corpus di scherzi telefonici. Un’interpretazione molto convincente e particolarmente ricca di astuzie e di capacità d’improvvisazione, non inferiore ai grandi attori della Commedia dell’arte. Nando riesce a mantenere il filo della conversazione telefonica occupando sapientemente il suo raggio d’azione, impedendo costantemente ai suoi ingenui interlocutori di assumere una posizione guida durante la telefonata, talvolta riuscendo a tenerli incollati alla cornetta per diversi minuti, costruendo un’ambientazione scenica credibile e realistica.

picturephone

Ho scelto di presentare questi audio perché trovo che siano delle opere interessanti nel panorama delle tradizioni folkloriche contemporanee o meglio del nostro passato prossimo. Se non vado errato, questi scherzi trevigiani sono stati realizzati in un periodo compreso tra l’inizio degli anni Novanta e primi anni del nostro secolo, in un momento dove i telefoni cellulari non avevano ancora invaso la maggior parte della popolazione italiana. Lo scherzo telefonico era uno dei modi allora per profanare, se così possiamo dire, un mezzo di comunicazione centrale e totalizzante com’era il telefono fisso. Un mezzo che viene usato molto anche oggi, ma che per certi versi ha perso il suo primato nella comunicazione audio a distanza.

Mi viene in mente quel bellissimo spot pubblicitario dell’allora Sip, inventato dall’agenzia Testa e girato dal regista Alessandro D’Alatri, dove Massimo Lopez interpreta un condannato a morte a cui viene chiesto l’ultimo desiderio: “Posso fare una telefonata?”, ce lo ricordiamo in molti credo, eh eh. Aspetta.. il motto era..  ah si.. “Una telefonata allunga la vita”. Quello spot coglieva bene il rapporto che la maggior parte di noi aveva con il telefono. Torniamo all’idea della profanazione, sì una sorta di sabotaggio comico e grottesco di un mezzo che era usato per la sua utilità e cioè parlare a distanza a qualcuno per un motivo di lavoro, oppure per mantenere un rapporto, per sentire i parenti, la fidanzata, gli amici.. ecc.

Lo scherzo telefonico interrompeva quel flusso di serietà, e introduceva una nuova poetica, un nuovo linguaggio. In questo senso penso sia corretto affermare che presento queste registrazioni più come un materiale etnografico di cui sono venuto a conoscenza (colgo l’occasione per ringraziare Tommaso Gorla, che mi ha fatto scoprire questi scherzi) piuttosto che come un’opera d’arte di cui mi sono appropriato.

L’autore è e rimane Nando da Treviso, o se preferite un anonimo autore trevigiano. Si tratta di un materiale che può far emergere un rapporto curioso e paradossale con il mezzo telefonico fisso, di cui eravamo dipendenti o quanto meno da cui eravamo fortemente coinvolti fino a pochi anni fa. Spero che possa divertire gli ascoltatori e che magari  trovino l’ispirazione per produrre nuovi scherzi o per magari inventarsi un modo per profanare il telefono cellulare.