Io di destra, io di sinistra

8’15” – 2001-2005

“Spesso i simboli del lusso hanno riferimenti erotici; se connotati di esotismo e di pericolo, come un grosso felino o un serpente, possono legarsi all’immaginario masochista maschile. L’uomo-cacciatore e colonizzatore, divenuto consumatore, esprime il suo senso di colpa riattualizzando l’antico pericolo in pratiche erotiche di sottomissione (…).

Ma forse c’è un livello più complesso di autopunizione, proprio nei confronti di questo investimento erotico. Il desiderio verso tali simboli del lusso è considerato, da questa specie di meta-masochismo, triviale e falso, scorretto sia esteticamente che moralmente. Qui il consumatore, divenuto ecologista, esprime il suo nuovo senso di colpa proponendosi, a mo’ di espiazione, una pratica di rinuncia mascherata da volontà (pseudo)scientifiche di salvaguardia della biodiversità, dell’ecosistema, del pianeta.

Viene facile pensare a due attitudini, e a due gruppi umani, politicamente ben distinti. Più che prendere posizione – cosa che, come un po’ tutti, faccio abitualmente – vorrei provare a far convivere in questo lavoro, nella semplice sovrapposizione stereofonica delle voci narranti, i due diversi ‘io’, quello di destra e quello di sinistra.” (C.P. 2001)