Well To Hell
1’53”, 2013

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Com’è nata la traccia che partecipa a Helicotrema, “Well to Hell”, da cosa siete partiti?

Verso la fine degli anni ’90 è cominciata a circolare una leggenda metropolitana a proposito della costruzione di un pozzo in Siberia da parte dell’Unione Sovietica; l’intenzione dell’URSS era quella di dimostrare la propria potenza scientifica, raccogliendo campioni per studi su profondità mai raggiunte. Alcuni di questi test consistevano nella registrazione, attraverso l’ausilio di microfoni calati nelle viscere della terra, delle vibrazioni degli strati minerali. Pare che il pozzo si sia spinto così in profondità da avere raggiunto l’inferno, e alcuni nastri registrati ne sarebbero la prova. “Well to Hell” nasce da uno di questi nastri.

Parlateci della vostra collaborazione: come nascono i TSO?

Nel 2010 abbiamo avviato DANCEHOLE, un progetto che si propone di esplorare e recuperare l’estetica e le modalità produttive dell’hardcore oldschool attraverso una serie di party (DANCEHOLE) ed un’etichetta discografica (DANCEHOLE Records), le cui prime release saranno prodotte nei prossimi mesi. Lo scorso anno, l’invito a partecipare ad Helicotrema è stato per noi l’occasione di mettere in piedi una collaborazione produttiva, cui pensavamo da un po’. Confrontandosi con l’idea del Festival, TSO ha cercato fin da subito un proprio approccio capace di contenere un aspetto narrativo, pur rimanendo legato al contesto della cultura hardcore, in cui la nostra collaborazione nasce e con cui desidera relazionarsi. Di questa TSO condivide la propensione al cut & paste e all’autoironia, rovistando fra vecchi materiali marginali e minoritari, tra nastri, film, registrazioni amatoriali e pornografia, alla ricerca di frammenti che tagliuzzati, storpiati, rovinati e rincollati possano trovare posto in altre storie: ogni elemento, isolato dal suo contesto, sopravvive come indizio narrativo, delineandosi in differenti traiettorie.

Qual è il rapporto che avete con i found tapes?

L’hardcore è un genere musicale del passato prossimo, una cultura mistificata, rimossa e cancellata. È stato forse l’ambiente musicale più fertile e prolifico mai esistito: in soli cinque anni sono state pubblicate centinaia di migliaia di produzioni, sotto altrettanti aka ed etichette; con una velocità insostenibile – la stessa della sua cassa – l’hardcore è nata, si è espansa e poi distrutta.
Per noi è l’hardcore stessa ad essere la prima found tape, la maceria su cui solleviamo la nube di polvere della più inaccettabile musica europea degli anni ’90. “Well to Hell” è un saluto di bentornato, che accoglie a braccia aperte urla e fiamme dall’oltretomba.